VOTARE PER IL PARTITO DEMOCRATICO NON È VOTARE SOLO PER UN PARTITO, PER UN CANDIDATO DI COLLEGIO, PER UN PROGRAMMA.

CON IL PD SI VOTA UN’IDEA DI PAESE.

Se l’Italia libera le proprie energie e le proprie enormi potenzialità, ha tutte le carte in regola per fornire ai propri cittadini i mezzi per una vita dignitosa.

La visione chiara che un percorso di riforme è stato avviato, l’attenzione sui temi del lavoro e sulle condizioni di vita dei molti concittadini, come anche per quelli che ancora non hanno toccato con mano gli effetti dell’inversione di rotta -dimostrata da tutti gli indici economici- ha bisogno di tempo per imprimersi nel sistema paese.

Il Partito Democratico offre un insieme coerente di proposte concrete e verificabili perché questo avvenga. Siamo del resto in uno scenario in cui alcuni propongono di tornare spaventosamente indietro, altri, recidivi, promettono la luna e immaginano il Paese dei Balocchi.

Il programma impegna il partito nel miglioramento della qualità del lavoro, immaginando, ad esempio, di allargare la misura degli ottanta euro alle Partita Iva e di mettere in atto sgravi e incentivi alle imprese che, nel solco dei risultati positivi del Jobs Act, valorizzino le assunzioni a tempo indeterminato.

Una forza progressista e riformista che si candida, forte dei risultati ottenuti, a governare il Paese, deve essere in grado di proporre una visione d’insieme e un’idea di futuro capace di coinvolgere e di tenere in primo piano i bisogni e le ambizioni di tutti e di rispondere alle preoccupazioni legittime di ciascuno. Ammettendo che sì, è vero, lo scenario globale è complesso, l’Italia deve avere un governo capace di continuare nel suo percorso di rafforzamento e che la faccia rimanere centrale e ben salda nel progetto europeo.

È una battaglia entusiasmante e impegnativa, ed è una battaglia che ha un nemico chiaro: le promesse, spericolate e pericolose, che i populisti, sovranisti ed estremisti in genere fanno: risolvere tutto con orizzonti fiscali da repubblica delle banane o con politiche economiche degne di disegni autarchici del passato, portatori, come la storia purtroppo tragicamente insegna, esclusivamente di guai.

Credo infine che il Pd, abbia d’innanzi un’altra sfida: quella di ridare alla politica, quando coniugata senza troppi gradi di separazione alla tradizione migliore del riformismo pragmatico, centralità nei destini del nostro sistema paese. Sembra strano dirlo, ma in un periodo in cui è avanzata la cosiddetta antipolitica, ci troviamo davanti all’occasione storica di far prevalere il volto migliore della politica, quella con le persone al centro, per la realizzazione delle proprie ambizioni, come singoli e come comunità.

per l'italia
con il pd

MARIO GIRO© 2018